Escapismo - scappare
12-18 gen 26 • metà gennaio e già casco in una trappola esistenziale
Nel 2026 mi chiedo se sia giusto "scappare" dalla realtà attraverso la corsa. A breve farò trent’anni, sono grande e certi dubbi vengono a galla. Sfoglio gli appunti scritti sulle note dell’iphone e trovo qualcosa di interessante, datato 2024, a proposito del Cammino di Santiago:
Voglio parlare del cammino come fosse l’unica vita possibile, la vita reale che merita di essere scoperta, vissuta e custodita come la cosa più preziosa dentro di noi quando il mondo esterno ci costringe a venire a compromessi. Uno scrigno segreto dal cui trarre energia ogni tanto, un mare nel quale tuffarsi non appena si presenta l’occasione.
Mi chiedo allora se la domanda non sia mal posta: perché ci ostiniamo a definire ciò che più ci fa sentire vivi, che ci appassiona o che semplicemente ci migliora la giornata, una fuga dalla realtà?
Il punto è: quale sarebbe la "vera" realtà da cui scappo? Quella del lavoro, delle notifiche, delle richieste continue? O forse quella della strada, del respiro, del corpo che si muove? Perché a me sembra che stiamo dando per scontato che la prima sia più reale della seconda, quando in verità potrebbe essere l'opposto.
Nel 2026 questo progetto sarà supportato da FARMACIA SANTA MARIA e CHINELAB. Due realtà legate al mondo dello sport ed amici ai quali mi rivolgo da anni. Come racconto e condivido, amo esplorare l’aspetto scientifico che si cela dietro la performance sportiva. Grazie al loro contributo porterò su questo blog approfondimenti, chicche e curiosità che permetteranno a me ed a voi lettori di imparare e commentare qualcosa di nuovo ogni mese.
Il paradosso si fa più evidente se considero il mio lavoro: vivo letteralmente dentro il meccanismo che mi consuma, la generazione di contenuti senza fine. Produrre novità, freschezza, contenuti sempre nuovi. La corsa diventa l’unico spazio dove posso permettermi di non dover creare niente, di non estrarre significato, di non trasformare ogni esperienza in contenuto da condividere.
Viviamo un tempo che non sa stare con la ripetizione, che confonde la monotonia con la noia, la semplicità con la superficialità. E allora sì, nel 2026, a trent’anni, scegliere la ripetizione — che sia correre, che sia qualsiasi altra pratica — è quasi un atto di resistenza.
Quella traversata di 2000km dietro casa non è fuga dalla realtà. È fuga verso una realtà più vera, più essenziale. È restare, profondamente, quando tutto intorno ci chiede di andare sempre oltre.
Tutto questo non mi suona più come escapismo. Mi sembra più un modo per radicarsi, in un mondo che mi chiede costantemente di volare altrove, di essere sempre nuovo, sempre diverso, sempre performante.
LA SETTIMANA - Sviluppo Aerobico 26 pt.2
14h 00m
110km corsa • 7km sci
4.760m d+
Entro nel vivo della costruzione della base. Quest’anno voglio concentrarmi sul dislivello, quindi per ora mi dimentico di tutto il resto e guardo solo i metri d+. La struttura di questa settimana ricalca quello che voglio ripetere fino a fine febbraio: due allenamenti ad alta intensità, un lungo e quanto più dislivello riesco a far stare in una settimana. In generale mi sono sentito bene, finalmente a regime. Torno a mangiare, dormire e lavorare regolare. Questo si riflette molto bene sulla risposta allo stress.
Lunedì 12 gennaio
Sera: 2h5m • 16km 910m d+ • 144bpm
endurance collinare
Giro in collina serale (800m su 10k) + qualche km in piano per raggiungere i nonni per cena. La coccola del lunedì.
Martedì 13 gennaio
Sera: 1h15m • 16.3km
threshold 4x1000 ~@3:37 2x1000 ~@3:15 (180bpm)
E siamo di nuovo qua, a girare come criceti. Oggi nessuna ambizione se non quella di riportare su il cardio e vedere fin dove arrivo. Ho provato ad attaccarmi al trenino dei giovani le ultime due ripetute: ho perso un polmone ma ha funzionato.
Mercoledì 14 gennaio
Pomeriggio: 2h • 12,5km 1.050m d+ • 153bpm
endurance collinare
Blocco collinare, stessa ricetta: su e giù fino a raggiungere 1.000m e poi rientro. Oggi sensazioni ottime e temperatura perfetta. Ho trovato una linea semi abbandonata, uno dei tanti tracciati di dh, perfetto per accumulare dislivello in poco tempo (1.3km x 334m d+ pendeenza 24%), all’incirca 20min di effort.
Giovedì 15 gennaio
Sera: 1h40m • 22 km
progressivo 12k @4:35 (165bpm)
Un giro di riscaldamento con Giuli e poi due giri in progressione. Ritmo easy con un po’ di pepe sulle risalite. Allungo un po’ il defa con alcuni compagni di squadra.
Venerdì 16 gennaio
Pomeriggio: 1h50m • 12km 1.000m d+ • 156bpm
endurance collinare
Altro pacco di metri di dislivello. Al momento per queste uscite non tengo conto del passo ma noto che grosso modo mi aggiro intorno ai 5m/km per il Pbp di Strava.
Sabato 17 gennaio
Mattina: 1h45m • 20km 225m d+ • 149bpm
easy
Pomeriggio: 1h15m • 12 km 500m d+ • 164 bpm
endurance S.C.
Complice il meteo avverso (che mi ha trattenuto dal salire a sciare in montagna) divido ancora il lungo in un doppio. Al mattino approfitto della compagnia di Matte per sgranchire un po’ le gambe in pianura. La sera, pre pizza, S.C.
Domenica 18 gennaio
Mattina: 2h • 7km 640m d+ • 118 bpm
easy Skimo
Gita in mattinata con Giuli. In montagna ha nevicato tutto il weekend e continuerà ancora forse: na piccola ricarica per dare una rinfrescata al fondo ormai un po’ ghiacciato e sporco. Nelle prossime settimane prevedo altre gite abbondanti.
Gli ultimi 30 giorni
47h
253km corsa
108km sci
12.000m d+
Considerando il periodo turbolento comincia a vedersi qualcosa. Qualcosa di solido, qualcosa di bello. Anche il programma dell’anno comincia a prendere forma; sarà impegnativo e sfidante ma le sensazioni sono molto positive. Per ora continuerò a focalizzarmi sullo sviluppo aerobico nessun dubbio.
Tutti gli episodi qui:








